La sua capacità di penetrare le strutture “rigide”, l’esperienza fatta in tutta Europa, ci fa supporre con ragionevole certezza l’evoluzione di questa pianta.


Oggi è confinata lungo una buona parte dei fiumi del nord Italia ma è ipotizzabile che, data la sua capacità di spostamento, arrivi velocemente ad insidiare le aree urbanizzate a ridosso dei corsi d’acqua facendo danni importanti.


Si sono fatti tentativi di eradicazione di qualunque tipo ma nella realtà ci sono solo alcune soluzioni che servono a contenere la pianta ed una forse due riescono ad eradicarla del tutto.


L’Inghilterra potrebbe essere definita un “caso scuola” in quanto la pianta è presente da fine 800 e, ad oggi non sono ancora riusciti a debellarla e sono stati costretti a regolare la compravendita di immobili imponendo una dichiarazione dove si attesta la presenza o meno di questa infestante. Esistono aziende vere e proprie specializzate nell’eradicazioni di quelle che vengono genericamente chiamate infestanti di tipo invasivo.


Quest’ultimo paragrafo spiega perché è fondamentale conoscerle e fare tutti i tentativi possibili per eradicarla prima che arrivi nelle aree urbanizzate dove i costi e le modalità di intervento si complicano notevolmente.

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