Mettere assieme calce e cocciopesto significa conferire alle malte composte con questi due materiali un carattere di idraulicità che altrimenti non si avrebbe usando le sabbie comuni. Tra le due materie vi è infatti un’affinità chimica più che meccanica.
I più antichi lacerti di malte di calce e cocciopesto giunte sino a noi ancora perfettamente conservate sono opera dei Fenici (X secolo a.C.). Questa antica tecnica fu poi perfezionata dai Romani che, come descritto da Vitruvio, utilizzavano il cocciopesto come impermeabilizzante e in alternativa alla pozzolana per il confezionamento degli intonaci.
Le malte sono preconfezionate, in polvere, minerali, composte di calce aerea pura, pozzolane naturali micronizzate, cocciopesto derivato dalla frantumazione di laterizio cotti a bassa temperatura, ed aggregati calcareo-silicei selezionati in curva granulometrica continua, assolutamente prive di sali e ogni forma di clinker.
Esse sono caratterizzate da:
- facilità di preparazione e posa in opera;
- eccellente capacità traspirante e igrometrica;
- elevata durabilità nel tempo;
- estetica di pregio.
Intonaci e finiture di cocciopesto sono adatti sia per superfici interne che esterne. Particolarmente indicati negli interventi in cui si voglia conferire alle superfici il colore naturale della materia, dove si necessita l’utilizzo di un materiale naturale, igroscopico, molto traspirante e resistente all’aggressione chimica.
Specifici per interventi di recupero, restauro conservativo e monumentale, in totale compatibilità con i materiali originari utilizzati in passato, grazie alla formulazione con materie prime storiche.
Adatti in bioedilizia per garantire igroscopicità e salubrità agli ambienti.