POLIGONO DEL GIAPPONE > la guida definitiva
La sua capacità di penetrare le strutture “rigide”, l’esperienza fatta in tutta Europa, ci fa supporre con ragionevole certezza l’evoluzione di questa pianta.
Oggi è confinata lungo una buona parte dei fiumi del nord Italia ma è ipotizzabile che, data la sua capacità di spostamento, arrivi velocemente ad insidiare le aree urbanizzate a ridosso dei corsi d’acqua facendo danni importanti.
Si sono fatti tentativi di eradicazione di qualunque tipo ma nella realtà ci sono solo alcune soluzioni che servono a contenere la pianta ed una forse due riescono ad eradicarla del tutto.
L’Inghilterra potrebbe essere definita un “caso scuola” in quanto la pianta è presente da fine 800 e, ad oggi non sono ancora riusciti a debellarla e sono stati costretti a regolare la compravendita di immobili imponendo una dichiarazione dove si attesta la presenza o meno di questa infestante. Esistono aziende vere e proprie specializzate nell’eradicazioni di quelle che vengono genericamente chiamate infestanti di tipo invasivo.
Quest’ultimo paragrafo spiega perché è fondamentale conoscerle e fare tutti i tentativi possibili per eradicarla prima che arrivi nelle aree urbanizzate dove i costi e le modalità di intervento si complicano notevolmente.
Qui invece possiamo vedere che la pianta ha già iniziato a forare la pietra a bordo strada, come vedremo dopo la pianta ha la capacità di colonizzare in maniera molto invasiva tutta l’area.
Come tutti sappiamo la natura non si comporta sempre allo stesso modo ma ritengo sia ragionevole pensare che come la pianta si è spostata dalla riva del fiume al ciglio della strada, in poco tempo si potrebbe anche spostare dal ciglio della strada alle aree private adiacenti.
In questa foto vediamo il comportamento tipico della pianta che colonizza un’area in quanto dove arriva lei lascia poco spazio agli altri. La pianta produce un acido che funziona sia come repellente che come erbicida fino a far morire le piante vicine.
Credo risulti evidente che fintanto che ci occupiamo della pianta presente lungo i fiumi, andiamo a lavorare sulla biodiversità, eventualmente compromessa da questa pianta, limitandone il rischio di spostamento nelle aree urbanizzate a ridosso dell’alveo dei fiumi.
Dato che, per ora in Italia non abbiamo molti di questi casi andiamo a prendere all’estero delle immagini che rappresentano i danni di questa infestante su tutte le strutture rigide. Parliamo di parcheggi, murature di qualunque tipo, massicciata ….
In buona sostanza la pianta invade l’ambiente qualunque esso sia.
Scarica la guida di approfondimento dove vengono affrontati i vari tentativi fatti in Italia e quali sono le soluzioni proposte da DuPont.